Google Ads per E-commerce: come promuovere un E-commerce su Google

google ads per ecommerce

Google Ads per e-commerce funziona perché intercetta chi sta già cercando i tuoi prodotti: campagne Shopping per mostrare il catalogo con immagini e prezzi, Performance Max per coprire tutti i canali Google, e un feed prodotti ottimizzato che decide per quali ricerche appari.

Hai un e-commerce, prodotti validi, un sito ben fatto. Eppure le vendite non decollano come speravi. Il problema? Non basta esserci: devi farti trovare dalle persone nel momento esatto in cui cercano ciò che vendi.

Google non è un social dove la gente scrolla distrattamente guardando video di gattini. È il luogo dove milioni di persone ogni giorno digitano “iPhone 16 miglior prezzo” o “integratori proteici online”.
Hanno la carta di credito in mano e stanno decidendo dove spendere i loro soldi. Con Google Ads, sei tu la risposta a quella ricerca.

La differenza tra vendere 10 pezzi al mese e venderne 100 sta tutta qui. Gestisco campagne e-commerce su Google Ads dal 2015, con oltre 2 milioni di euro di budget pubblicitario all’anno. In questa guida trovi le strategie che funzionano sul campo, non la teoria da manuale.

Perché Google Ads è lo strumento migliore per un e-commerce?

Google Ads intercetta domanda consapevole: utenti che stanno già cercando i tuoi prodotti, pronti a comprare.

Te lo dico subito: se hai un e-commerce e non stai usando Google Ads, stai regalando clienti ai tuoi competitor. Non sto esagerando. A differenza dei social, dove interrompi la navigazione con banner che nessuno ha chiesto, su Google sei tu la risposta a una ricerca attiva. Ecco perché funziona così bene:

  • Targeting per intenzione d’acquisto: mostri annunci solo a chi cerca esattamente ciò che vendi, nella località e nel momento giusto
  • Risultati misurabili al centesimo: sai quanto spendi per ogni vendita (CPA), quanto guadagni per euro investito (ROAS), quali prodotti convertono e quali bruciano budget
  • Scalabilità reale: se una campagna genera ROAS 5x, puoi aumentare il budget e moltiplicare le vendite.
  • Velocità: mentre la SEO richiede mesi per portare traffico organico, con Google Ads inizi a vendere entro 24-48 ore dall’attivazione.
  • Controllo totale: decidi tu quanto spendere ogni giorno, quali prodotti promuovere, quando attivare o pausare le campagne. Non sei in balia dell’algoritmo di Instagram o delle mode di TikTok.

Secondo Think with Google, il 51% degli acquirenti online usa Google per cercare prodotti prima di acquistare. Chi cerca su Google ha un’intenzione d’acquisto 3-5 volte superiore rispetto a chi scrolla i social, questa è la differenza tra sperare e vendere.

Quali campagne Google Ads servono a un e-commerce?

Per un e-commerce servono due tipi di campagne: Google Shopping o Pmax (priorità assoluta) e Search testuali (complementari).

Non tutte le campagne Google Ads sono uguali, e se qualcuno ti dice “facciamo una campagna e vediamo come va” senza specificare il tipo, scappa. Per un e-commerce ci sono due formati da conoscere, e ti dico subito quale conta di più.

Rete Google Shopping: il formato che fa vendere

Le campagne Google Shopping sono il formato principe per gli e-commerce. Quando qualcuno cerca “scarpe running Nike” su Google, la prima cosa che vede non sono annunci testuali, ma una galleria di prodotti con immagine, prezzo, nome del negozio e valutazioni.

Questo formato visuale è devastante perché:

  • L’utente vede subito il prodotto che gli interessa
  • Il prezzo è già visibile: clicca solo chi è realmente interessato (meno click sprecati, più conversioni)
  • Occupano la parte alta della SERP, sopra gli annunci testuali
  • Su mobile sono ancora più efficaci: il visual conta doppio su uno schermo da 6 pollici

Per attivarle servono tre cose: un account Google Merchant Center, un feed prodotti con tutti i tuoi articoli (titolo, descrizione, immagine, prezzo, disponibilità), e il collegamento a Google Ads. Sembra complicato, ma con un plugin del tuo CMS sei operativo in un pomeriggio.

Per coprire la rete Shopping di Google abbiamo a disposizione due tipologie di campagne:

  • Shopping Standard: hai controllo manuale su offerte, segmentazione prodotti, keyword negative.
  • Performance Max: campagne automatizzate che mostrano i tuoi prodotti su Search, Shopping, YouTube, Display e Gmail simultaneamente.

Dato dal campo: su un e-commerce di accessori moto con 2.939 prodotti, il feed originale aveva il 46% dei campi “brand” vuoti e categorie Google completamente assenti. Praticamente Google non sapeva cosa stava promuovendo. Dopo aver creato un feed supplementare con 36 colonne ottimizzate (titoli riscritti, categorie mappate, custom label per fascia prezzo), i prodotti hanno iniziato ad apparire per ricerche pertinenti, con un CTR in crescita del 25% nel primo mese.

Campagne Search: l’arma segreta che non devi ignorare

Le campagne Search sono complementari alle Shopping. Non sono il piatto principale, ma il contorno che fa la differenza:

  • Intercettano keyword informazionali che Shopping non copre
  • Gestiscono le ricerche brand (chi cerca il nome del tuo e-commerce)
  • Promuovono categorie o collezioni specifiche
  • Coprono query dove il visual non serve, ma l’intenzione d’acquisto è altissima

Nella mia esperienza, la combinazione Shopping + Search porta i risultati migliori. Shopping cattura chi cerca prodotti specifici, Search intercetta ricerche più ampie.

Cos’è il feed prodotti per promuovere un E-commerce?

Il feed prodotti è il file con tutte le informazioni dei tuoi articoli. È il cuore delle campagne Shopping: se il feed è scarso, le campagne non funzionano.

Fermati un secondo. Questa è la cosa più importante di tutta la guida, e quasi nessuno la capisce.

Il feed non è un semplice elenco Excel da esportare e dimenticare. È la leva strategica che determina per quali ricerche apparirai, con quale qualità visiva e a quale costo per click. Pensa al feed come al tuo commesso migliore: se sa descrivere bene i prodotti, vende. Se borbotta frasi incomprensibili, i clienti scappano.

Secondo le linee guida ufficiali di Google, un feed ottimizzato deve includere:

Attributi obbligatori:
– ID prodotto univoco
– Titolo chiaro e descrittivo (la keyword più importante di tutto il feed)
– Immagine di qualità su sfondo bianco
– Prezzo aggiornato
– Disponibilità
– Link alla pagina prodotto

Attributi facoltativi che fanno la vera differenza:
– google_product_category (la tassonomia Google: senza questa, Google tira a indovinare)
– custom_label (per segmentare per margine, stagionalità, velocità di vendita)
– product_highlight (benefici chiave del prodotto)
– materiale, colore, taglia

Caso reale: su un e-commerce di monouso compostabile con 1400 prodotti, il feed originale era un disastro: categorie Google assenti, MPN sbagliati (erano gli ID di WooCommerce, completamente inutili per Google), descrizioni in HTML grezzo. Ho creato un feed supplementare con 20 colonne: 105 categorie Google mappate a mano, titoli con quantità in testa, descrizioni riscritte con benefici per categoria, unit pricing per conformità UE. Sei versioni iterative prima di arrivare al risultato finale. Il feed non è un file, è un progetto.

Su un altro cliente nel settore fitness con 4.802 prodotti su Shopify, il plugin nativo generava un feed con ID in formato sbagliato e 718 varianti disponibili che non venivano nemmeno trasmesse a Google. Prodotti invisibili. Soldi lasciati sul tavolo. Il feed supplementare ha risolto entrambi i problemi senza toccare nulla su Shopify.

Cosa scegliere tra Performance Max e Shopping per promuovere un E-commerce?

Shopping Standard offre controllo manuale, PMax automatizza tutto. La scelta dipende dai tuoi dati di conversione e dalla qualità del feed.

“Meglio Shopping o PMax?” È la domanda che mi fanno tutti. E la risposta è sempre: dipende. Ma non nel senso generico del consulente che non sa cosa dire. Dipende da cose concrete e sia chiaro che una campagna non esclude l’altra, anzi.

Quando usare Shopping Standard:
– Vuoi controllo granulare su offerte e keyword negative
– Hai un team o un consulente che ottimizza attivamente
– Vuoi separare i prodotti per margine e gestire i bid manualmente
– Stai testando un nuovo catalogo e vuoi capire cosa funziona prima di lasciare fare all’algoritmo

Quando usare Performance Max:
– Hai già dati di conversione solidi (almeno 30-50 conversioni al mese)
– Il feed è pulito e completo (se il feed fa schifo, PMax amplifica il disastro)
– Vuoi coprire più canali con una sola campagna
– Non hai tempo per micro-ottimizzazioni quotidiane

La mia esperienza: personalmente utilizzo tutte due le campagne, in una fase iniziale preferisco sfruttare tanto Shopping per un’analisi più accurata dei termini di ricerca che mi aiutano a capire come migliorare le informazioni del feed e mi permettono di creare liste di keyword negative da usare anche sulle altre campagne.

Pmax e Shopping possono tranquillamente girare insieme perchè intercettano un pubblico differente e ricerche diverse evitando il fenomeno di cannibalizzazione che in molti sostenevano e che lo stesso Google ha disdetto.

Quanto budget serve per promuovere un e-commerce su Google?

Budget minimo consigliato: 1000-1500 euro al mese. Più è ampio il catalogo e più il budget viene distribuito tra i prodotti riducendo la mole di dati raccolta da ognuno, inoltre se il budget è troppo basso le strategie di smart bidding non funzionano in maniera corretta.

“Quanto costa Google Ads?” è la domanda che mi fanno tutti. E la risposta non è mai una cifra secca, perché non esiste un prezzo fisso. Ma posso darti dei riferimenti concreti basati su quello che vedo ogni giorno.

Il costo reale dipende da:

  • Settore e competizione: vendere scarpe Nike costa molto di più che vendere prodotti di nicchia con poca concorrenza
  • Tipologia prodotti: prodotti ad alto valore (elettronica, gioielli) hanno CPC più alti ma margini maggiori
  • Località target: campagne nazionali costano più di campagne locali o regionali
  • Quality Score: annunci pertinenti e landing page veloci pagano CPC più bassi. Sì, Google premia chi lavora bene. (Documentazione Google sul Quality Score)
  • Stagionalità: Black Friday e Natale vedono CPC anche doppi rispetto alla media

Il mio consiglio per chi parte da zero e ha poco budget: inizia con 1.000-1.500 euro al mese e concentrati sui prodotti a margine più alto.
Raccogli dati per 4-8 settimane, scala solo ciò che funziona. Non buttare 3.000 euro il primo mese “per vedere cosa succede”, perché succede che li butti.

Se vuoi comprendere meglio questo aspetto, ho scritto una guida completa ai costi della pubblicità su Google Ads.

Quali errori bruciano il budget degli e-commerce su Google Ads?

Gli errori più comuni: feed trascurato, zero keyword negative e struttura campagne frammentata.

Faccio audit su account e-commerce ogni settimana e ogni settimana trovo gli stessi errori. Dopo un po’ non ti sorprendi più, ti arrabbi.

  1. Feed prodotti trascurato: titoli generici tipo “Prodotto 123”, categorie assenti, immagini sgranate. Il feed è il 50% del successo di una campagna Shopping. Se i tuoi titoli non contengono le keyword giuste, Google non sa a chi mostrare i tuoi prodotti.
  2. Landing page sbagliata: ho visto account che mandavano tutto il traffico Shopping alla homepage invece che alle pagine prodotto. L’utente clicca su “Felpa blu taglia L a 39 euro”, atterra sulla homepage e deve ricercare il prodotto da zero. Risultato? Bounce rate alle stelle, conversioni a zero.
  3. Zero keyword negative: su un account gioielleria con 8.235 search terms analizzati, non c’era una sola keyword negativa impostata. Budget sprecato su ricerche come “anello fidanzamento fai da te” o “collana rotta come aggiustare”. Gente che non comprerà mai dal tuo e-commerce.
  4. Struttura campagne frammentata: troppe campagne = troppo poco budget per ognuna = algoritmo che non impara. Meno è meglio, se fatto con criterio.
  5. ROAS alto ma profitto negativo: questo è subdolo. Un ROAS di 4x sembra fantastico, finché non scopri che il margine del prodotto è del 20%. Per ogni 100 euro spesi ne incassi 400, ma il profitto lordo è solo 80 euro. Sei in perdita. Il ROAS minimo sostenibile dipende dal tuo margine, non da un benchmark trovato su internet.
  6. Tracciamento conversioni assente: senza tracciamento conversioni stai guidando bendato. Non sai quali campagne vendono, quali prodotti convertono, se stai guadagnando o perdendo. E le strategie Smart Bidding senza dati di conversione sono inutili.

Come deve essere una landing page e-commerce che converte?

Coerenza con l’annuncio, velocità sotto i 3 secondi, CTA visibili e trust signal chiari. Senza questi elementi, bruci budget.

L’annuncio perfetto non serve a nulla se la landing page fa schifo. Te lo dico brutalmente perché ho visto troppi e-commerce bruciare migliaia di euro mandando traffico su pagine lente, confuse o generiche.

I principi non sono complicati, ma quasi nessuno li rispetta tutti:

  • Coerenza annuncio-landing: se l’annuncio promuove “Nike Air Max sconto 30%”, l’utente deve atterrare esattamente su quella pagina prodotto. Non sulla homepage. Non sulla categoria “Scarpe”. Sulla pagina di quel prodotto specifico con lo sconto visibile.
  • Velocità di caricamento: secondo Google, il 53% degli utenti mobile abbandona una pagina che impiega più di 3 secondi a caricarsi. Se il tuo sito ne impiega 7, stai perdendo metà dei potenziali clienti prima ancora che vedano il prodotto.
  • CTA visibili: pulsanti “Aggiungi al carrello” evidenti, sopra la piega. Se l’utente deve scrollare per trovare come comprare, hai già perso.
  • Trust signal: recensioni prodotto, certificati sicurezza, loghi pagamenti accettati, policy reso chiare. L’utente non ti conosce. Deve fidarsi di te in 10 secondi.
  • Immagini di qualità: foto professionali, possibilità di zoom, più angolazioni. Stai vendendo online: l’immagine È il prodotto.
  • Policy trasparenti: spedizione, reso e garanzia chiarissime. Niente sorprese al checkout. Ogni costo nascosto è un carrello abbandonato.

L’esperienza sulla pagina di destinazione è un fattore che Google valuta nel Quality Score: pagine veloci e pertinenti pagano CPC più bassi. Non è solo questione di conversioni, è questione di costi.

N.B.: una landing page ottimizzata può fare la differenza tra un CPA di 50 euro e uno di 150 euro. Investire su velocità, design e contenuti della pagina è tanto importante quanto ottimizzare le campagne stesse.

Domande Frequenti

Meglio Google Ads o Facebook Ads per un e-commerce?

Google Ads intercetta domanda esistente, Facebook crea domanda. Per prodotti cercati attivamente, Google vince.

Google Shopping è più efficace per prodotti con alta intenzione d’acquisto: l’utente sta già cercando quel prodotto. Facebook funziona meglio per prodotti impulsivi, visual, o per brand awareness. Se devi scegliere uno solo e vendi prodotti che le persone cercano attivamente, parti da Google. L’ideale è usarli entrambi con ruoli complementari, ma se il budget è limitato, Google ti porta vendite prima.

Quanto tempo serve per vedere risultati con Google Ads per e-commerce?

Le prime vendite possono arrivare nei primi giorni. Per una prima ottimizzazione dei risultati servono 8-12 settimane.

Le strategie Smart Bidding hanno una fase di apprendimento di 2-4 settimane durante la quale le performance possono fluttuare. È normale, non farti prendere dal panico. Risultati iniziali in 1-2 settimane, performance stabili dopo 2-3 mesi di raccolta dati e ottimizzazione continua.

Serve un grande catalogo per usare Google Shopping?

No. Google Shopping funziona anche con 20-50 prodotti. Anzi, cataloghi piccoli sono spesso più facili da ottimizzare.

L’importante è avere un feed configurato correttamente con titoli, descrizioni e immagini di qualità. Meglio 30 prodotti ben presentati che 500 prodotti con feed mal strutturato. Qualità sempre meglio di quantità, su questo non transigo.

Cos’è il ROAS e quale valore è “buono” per un e-commerce?

Il ROAS misura quanto guadagni per ogni euro speso in pubblicità. Un ROAS “buono” dipende dal tuo margine, non da un benchmark universale.

Se il tuo margine lordo è del 50%, ti serve almeno un ROAS di 2x per andare in pari (senza contare costi operativi). Se il margine è del 20%, servono almeno 5x. Calcola il tuo ROAS minimo sostenibile prima di lanciare qualsiasi campagna, altrimenti non saprai mai se stai guadagnando o perdendo.

Come si misura il successo di una campagna e-commerce su Google Ads?

Le metriche chiave: ROAS, CPA, tasso di conversione e margine netto dopo i costi pubblicitari.

Non guardare solo il ROAS. Un ROAS alto su prodotti a basso margine può significare perdite. La metrica definitiva è il profitto netto: (valore conversioni x margine%) – costo pubblicitario. Se questo numero è positivo, la campagna funziona. Se è negativo, anche un ROAS di 4x non ti salva.

Scritto da

Luigi Virginio
Consulente Google Ads

Gestisco campagne Google Ads per PMI, E-commerce e professionisti dal 2014. Ho lavorato su oltre 200 account in settori diversi. Ogni articolo che scrivo nasce dall’esperienza diretta sugli account, non dalla teoria. Se vuoi saperne di più sul mio approccio, visita la pagina Chi sono.

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