Ricerca parole chiave con Google: guida pratica per trovare le keyword giuste

guida alla ricerca delle parole chiave con google

La ricerca parole chiave con Google si fa in 4 step: parti dal tuo business, espandi con il Keyword Planner, analizza l’intento di ricerca, filtra con le keyword negative. Gli strumenti necessari sono tre: Google Keyword Planner (gratuito con account Google Ads attivo), Google Trends per la stagionalità e Google Search Console se hai già un sito.

Il problema? La maggior parte degli imprenditori apre il Keyword Planner, digita una parola a caso, vede 10.000 risultati e non sa da che parte iniziare. Oppure sceglie le keyword con più volume senza chiedersi se chi cerca ha davvero intenzione di comprare. Risultato: budget bruciato in clic che non convertiranno mai.

In questa guida ti mostro il metodo che uso su decine di account Google Ads: come trovare le keyword giuste, come interpretare i dati del Keyword Planner e come evitare gli errori che trasformano il tuo budget in coriandoli.

Come cercare parole chiave su Google: il processo in 4 step

Per cercare parole chiave su Google serve un processo strutturato: definizione del business, espansione con gli strumenti, analisi dell’intento e pulizia con le negative. Saltare anche solo uno di questi step significa partire con una campagna zoppa.

Step 1: Parti dal tuo business, non dallo strumento

Il primo errore che vedo su 8 account su 10 è aprire il Keyword Planner prima ancora di aver ragionato su cosa si vende e a chi. Se vendi consulenze legali a Milano, le keyword “avvocato” o “studio legale” sono troppo generiche, intercettano chi cerca un avvocato penalista, chi vuole un divorzio, chi cerca informazioni su un concorso. Parti da domande concrete: come cercherebbe su Google il tuo cliente ideale? Usa il linguaggio dei tuoi clienti, non il gergo tecnico del tuo settore.

Step 2: Espandi con il Google Keyword Planner

Inserisci 5-10 keyword iniziali nel Keyword Planner e lascia che Google ti suggerisca varianti correlate. Concentrati su tre colonne: volume di ricerca mensile (almeno 50-100 per keyword), livello di concorrenza e CPC stimato, le due colonne “offerta per la parte superiore della pagina” (gamma bassa e gamma alta). Esporta tutto in un foglio Excel o Google Sheets. Ti servirà per lo step successivo.

Step 3: Analizza l’intento e filtra

Non tutte le keyword con volume alto meritano il tuo budget. “Come fare keyword research” è informazionale, chi cerca vuole un tutorial, non comprare. “Consulente Google Ads Milano” è transazionale, chi cerca è pronto a contattare qualcuno. Il tuo obiettivo è concentrarti sulle keyword con intento commerciale o transazionale, quelle che portano clienti e non solo visitatori curiosi.

Step 4: Prepara le keyword negative

Le keyword negative escludono le ricerche per cui non vuoi apparire. Se vendi scarpe di lusso, “scarpe economiche” deve essere negativa. Se sei a Milano, “scarpe Roma” probabilmente non ti interessa. Dedica almeno il 30% del tempo della keyword research a preparare un elenco di negative — è la differenza tra bruciare budget e investirlo.

Gli strumenti Google per la ricerca keyword

Google mette a disposizione 4 strumenti gratuiti per la ricerca parole chiave: Keyword Planner per i volumi e il CPC, Trends per la stagionalità, Search Console per le query reali del tuo sito e Suggest per le ricerche correlate. Per la maggior parte dei business, questi bastano.

Google Keyword Planner: lo strumento di pianificazione delle parole chiave

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google è il punto di partenza obbligato per qualsiasi keyword research. Accedi da Google Ads > Strumenti > Strumento di pianificazione delle parole chiave. Inserisci una keyword seed e ottieni volume mensile, concorrenza e CPC stimato per decine di varianti correlate.

Attenzione a un dettaglio che molti ignorano: per vedere dati precisi, non range tipo “100-1.000”, devi avere campagne attive con spesa. Se il tuo account non ha speso un euro, vedrai solo range generici che sono praticamente inutili per decisioni precise.

ricerca parole chiave con google keyword planner

Google Trends

Google Trends è lo strumento giusto per capire la stagionalità delle ricerche. Se vendi costumi da bagno, vedrai un picco netto tra aprile e luglio. Se vendi riscaldamento, il picco è ottobre-dicembre. Il dato non è un volume assoluto ma un indice relativo: ti dice se l’interesse cresce o cala, non quante ricerche ci sono.

Uso pratico: confronta fino a 5 keyword per capire quale ha più interesse nel tuo mercato. Puoi filtrare per Italia e per periodo temporale. Non usarlo per decidere il budget (quelli sono i numeri del Keyword Planner), usalo per capire quando investire di più e quando ridurre.

Google Search Console

Se hai già un sito, la Search Console è oro puro per la keyword research. Ti mostra le query reali per cui il tuo sito sta ricevendo impressioni e clic, non stime del Keyword Planner, ma dati reali di utenti veri che hanno cercato su Google e hanno visto (o cliccato) il tuo sito.

Vai su Rendimento > Query e ordina per impressioni. Troverai keyword per cui Google ti considera già rilevante ma non stai ancora posizionato bene. Sono le tue opportunità a basso costo: spesso basta qualche ottimizzazione on-page per salire dalla pagina 3 alla pagina 1.

Google Suggest e People Also Ask

Due fonti gratuite che quasi nessuno sfrutta per la keyword research sono Google Suggest è l’autocompletamento che appare quando digiti nella barra di ricerca: ti mostra le query più cercate in tempo reale. People Also Ask è il box “Le persone hanno chiesto anche” che appare solitamente alla fine dei risultati.

Come usarli: apri una finestra in incognito, digita la tua keyword principale e segna tutte le varianti che Google ti suggerisce. Poi scorri la SERP e copia le domande del box People Also Ask. Sono idee di keyword che gli utenti cercano davvero, servite su un piatto d’argento e sono gratis.

Tool a pagamento: quando servono davvero

SEMrush, SEOZoom, Ahrefs, Ubersuggest: serve davvero un tool a pagamento? Per la maggior parte delle PMI con 1-3 campagne Google Ads, la risposta è no. Gli strumenti gratuiti di Google coprono l’80% delle esigenze di keyword research.

I tool a pagamento aggiungono valore quando hai bisogno di analisi competitiva avanzata (keyword dei competitor, gap analysis, backlink).

Analisi parole chiave: come interpretare i dati del Keyword Planner

L’analisi delle parole chiave si basa su tre metriche del Keyword Planner: volume di ricerca mensile, livello di concorrenza e CPC stimato. Il dato più importante, però, non è nessuno di questi tre, è l’intento di ricerca, che il Keyword Planner non ti dice. Quello devi capirlo tu.

Volume di ricerca: utile per confrontare, non come verità assoluta

I volumi del Keyword Planner sono medie degli ultimi 12 mesi, non numeri esatti. Una keyword con “1.000 ricerche/mese” potrebbe averne 200 ad agosto e 2.000 a settembre. Usa i volumi per confrontare keyword tra loro (“consulente ads” ha più domanda di “agenzia ads”?), non come previsioni precise su cui basare un business plan.

Concorrenza: bassa, media, alta: cosa significa

Il livello di concorrenza indica quanti inserzionisti fanno offerte su quella keyword, non quanto è difficile posizionarsi. “Bassa” significa pochi inserzionisti, spesso è un’opportunità, non un segnale di scarso interesse. Molte keyword con concorrenza bassa hanno volume decente e CPC contenuto: sono le migliori per chi ha budget limitato.

CPC stimato: le due colonne che contano

Il Keyword Planner mostra due colonne di CPC: “offerta per la parte superiore della pagina (gamma bassa)” e “gamma alta.” La gamma bassa è il CPC minimo storico per apparire in alto, la gamma alta il massimo. Se la gamma alta è 15€ e il tuo budget giornaliero è 10€, un solo clic potrebbe mangiarti il budget intero. Queste due colonne ti aiutano a stimare il budget necessario, se vuoi approfondire, ho scritto una guida completa ai costi di Google Ads.

Intento di ricerca: conoscerlo per non buttare soldi

L’intento di ricerca determina se una keyword porterà conversioni o solo clic inutili. Esistono 4 tipi: navigazionale (cerca un brand specifico), informazionale (vuole imparare), transazionale (pronto a comprare) e commercial investigation (sta confrontando opzioni prima di decidere).

Navigazionale: cerca un brand specifico

Chi cerca “Amazon” o “Decathlon” vuole quel sito, punto. Non ha senso fare offerte su keyword di brand altrui — a meno che tu non sia un competitor diretto con una strategia specifica. Le keyword navigazionali del tuo brand vanno invece protette: se qualcuno cerca il tuo nome, deve trovare te in cima, non un competitor che ha comprato il tuo brand come keyword.

Informazionale: vuole imparare, non comprare

“Come pulire scarpe in pelle”, “differenza tra oro 14kt e 18kt”, “cos’è il keyword planner.” Chi cerca queste query vuole informazioni. Queste keyword funzionano benissimo per il blog e la SEO organica, ma nelle campagne Google Ads a pagamento ti fanno bruciare budget senza conversioni. Evitale nelle campagne Search.

Transazionale: pronto all’acquisto

“Comprare anello solitario oro 18kt”, “consulente Google Ads prezzo”, “cover iPhone 15 silicone nera.” Chi cerca così ha il portafoglio in mano. Queste sono le keyword su cui investire il grosso del tuo budget pubblicitario. Hanno spesso meno volume delle informazionali, ma un tasso di conversione enormemente superiore.

Commercial investigation: sta confrontando le opzioni

“Miglior consulente Google Ads”, “SEMrush vs SEOZoom prezzi”, “recensioni agenzia marketing.” L’utente sta valutando le alternative prima di decidere. Queste keyword sono preziose perché intercettano chi è quasi pronto a convertire. Il tuo annuncio e la tua landing page devono convincerlo che sei l’opzione migliore — con prove concrete, non promesse generiche.

Puoi approfondire l’argomento nella guida sulle 5 categorie di intento di ricerca delle keyword Google Ads.

Errori da non fare nella ricerca parole chiave

I 4 errori più frequenti nella ricerca parole chiave sono: fidarsi ciecamente dei volumi, ignorare le long-tail keyword, non filtrare per area geografica e dimenticare le keyword negative. Li vedo quotidianamente sugli account che analizzo e sono quasi sempre la causa principale di budget sprecato.

Fidarsi ciecamente dei volumi

I dati del Keyword Planner sono stime sugli ultimi 12 mesi, non verità assolute. Ho visto imprenditori scartare keyword perfette per il loro business solo perché il volume mostrava “50 ricerche/mese.” Quelle 50 ricerche, se hanno intento transazionale, possono valere più di 5.000 ricerche informazionali.

Ignorare le long-tail keyword

“Consulente Google Ads Milano” ha meno volume di “consulente Google Ads”, ma chi cerca la versione specifica esprime una necessità precisa e localizzata. Le long-tail hanno meno competizione, CPC più basso e tasso di conversione più alto. Con budget limitato, sono quasi sempre la scelta migliore.

Non filtrare per area geografica

Se operi solo in Lombardia, i volumi nazionali non ti servono a nulla. Filtra sempre per area geografica nel Keyword Planner. Una keyword con 1.000 ricerche nazionali potrebbe averne 50 nella tua zona.

Dimenticare le keyword negative

L’errore più costoso di tutti. Senza keyword negative, i tuoi annunci appariranno per ricerche irrilevanti e pagherai per ogni clic. Se vendi gioielli in oro, senza la negativa “bigiotteria” rischi di pagare clic di chi cerca anelli da 5€. Per ogni keyword che aggiungi alla campagna, chiediti: “quali ricerche simili ma irrilevanti potrebbe intercettare?” La guida alle keyword a corrispondenza inversa ti spiega come impostare le negative correttamente.

Domande frequenti sulla ricerca parole chiave

Dove trovo le parole chiave su Google Ads?

Le parole chiave si gestiscono nella sezione Strumenti > Pianificazione > Strumento di pianificazione delle parole chiave del tuo account Google Ads. Da lì inserisci keyword seed e ottieni suggerimenti correlati con volume, concorrenza e CPC. Per vedere i dati precisi (numeri esatti) serve un account con almeno una campagna attiva.

Posso fare ricerca keyword gratis?

Sì. Con Google Keyword Planner, Trends, Search Console e Google Suggest hai una base solida per una keyword research efficace. I tool a pagamento come SEMrush o SEOZoom offrono dati più granulari e analisi competitiva avanzata, ma per chi inizia o gestisce poche campagne gli strumenti gratuiti coprono l’80% delle esigenze.

Quante keyword servono per una campagna Google Ads?

Per una campagna Search focalizzata, 10-20 keyword ben selezionate sono meglio di 100 generiche. Ogni gruppo di annunci dovrebbe contenere 5-15 keyword con lo stesso intento di ricerca. Il numero finale dipende dalla complessità del tuo business: un e-commerce con 500 prodotti avrà più keyword di un professionista con un solo servizio. L’importante è che ogni keyword abbia un motivo preciso per essere lì.

Ogni quanto devo rifare la ricerca keyword?

Per le campagne Google Ads, la keyword research si fa una volta all’inizio se fatta bene. Dopo il lancio, analizza i termini di ricerca delle campagne ogni 2-4 settimane per trovare nuove keyword da aggiungere e nuove negative da escludere. È un lavoro di manutenzione continua, non un’attività una tantum.

Cosa sono le parole chiave di Google Ads?

Le parole chiave di Google Ads sono i termini che inserisci nelle tue campagne per indicare a Google quando mostrare i tuoi annunci. Quando un utente cerca una query che corrisponde a una tua parola chiave, il tuo annuncio può apparire nei risultati. Le keyword si impostano con diversi criteri di corrispondenza (generica, a frase, esatta) che determinano quanto “ampia” o “stretta” sia la corrispondenza con le ricerche reali degli utenti.

In conclusione

Se vuoi un’analisi professionale delle keyword per il tuo business, richiedi una consulenza Google Ads. Analizzerò il tuo settore, la concorrenza e ti indicherò le keyword su cui vale davvero la pena investire.

Scritto da

Luigi Virginio
Consulente Google Ads

Gestisco campagne Google Ads per PMI, E-commerce e professionisti dal 2014. Ho lavorato su oltre 200 account in settori diversi. Ogni articolo che scrivo nasce dall’esperienza diretta sugli account, non dalla teoria. Se vuoi saperne di più sul mio approccio, visita la pagina Chi sono.

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