Se gestisci più di un account Google Ads, prima o poi arrivi allo stesso punto: tanti login diversi, tab del browser moltiplicati, e la sensazione costante di star perdendo tempo a fare cose che potrebbero essere centralizzate. L’MCC, oggi chiamato ufficialmente Account Amministratore di Google Ads, è la risposta a questo problema. Ma non solo per le agenzie, come in molti pensano.
In questo articolo:
In questo articolo ti spiego cos’è davvero l’MCC, come funziona la sua struttura, e soprattutto quando ha senso crearlo e quando invece è solo un livello in più che non ti serve.
Cos’è l’MCC Google Ads?
MCC sta per My Client Center: era il nome originale dell’account amministratore di Google Ads, usato per anni da agenzie e consulenti di tutto il mondo.
Google l’ha rinominato “Account Amministratore” o “Manager Account” in inglese, ma il vecchio acronimo è rimasto nel gergo del settore. Trovi persone che lavorano con Google Ads da 10 anni che continuano a chiamarlo MCC, e probabilmente continueranno a farlo. In questo articolo li userò come sinonimi.
Detto questo: cos’è concretamente? L’MCC è un account Google Ads speciale che non serve a fare pubblicità. Serve esclusivamente a gestire altri account Google Ads da un’unica dashboard centralizzata. Puoi collegare sotto un singolo MCC decine o centinaia di account pubblicitari, visualizzare i dati di tutti insieme, gestire accessi e permessi, e in alcuni casi centralizzare anche la fatturazione.
La distinzione che molti non fanno subito: l’MCC e l’account Google Ads sono due cose diverse con scopi diversi. L’account standard è dove vivono le campagne. L’MCC è il livello sopra, quello da cui le osservi e le gestisci tutte quante. Se hai un solo account e una sola attività da seguire, l’MCC non ti serve. Se ne gestisci due o più, inizia ad avere senso.
Come funziona il Centro Clienti Google Ads: struttura gerarchica e livelli di accesso
La gerarchia: un account che controlla gli altri
La struttura dell’MCC è verticale: in cima c’è l’account amministratore, sotto ci sono gli account pubblicitari collegati. Ogni account collegato mantiene la propria autonomia, le campagne girano in modo indipendente, il budget è separato, le impostazioni non si toccano.
L’MCC non interferisce con il funzionamento dei singoli account: li aggrega e li rende accessibili da un unico punto di accesso.
Da dentro l’MCC puoi fare cose che dall’interno di un singolo account non sono possibili. La più utile è la reportistica cross-account: puoi vedere le performance di tutti i tuoi clienti o attività in una sola schermata, confrontare metriche, esportare dati aggregati. Puoi anche impostare alert e notifiche che coprono più account contemporaneamente, creare regole automatiche che si applicano a campagne su account diversi, e accedere al Google Ads Editor collegando tutto in un unico file. Per chi gestisce molti account, questo da solo vale il tempo di configurazione.
È importante sapere che gli MCC possono essere annidati: puoi avere un MCC “padre” che contiene altri MCC “figlio”, ciascuno con i propri account sotto. Questo è il modello usato dalle grandi agenzie, dove un account centrale controlla più team, ognuno con il proprio sotto-MCC e i propri clienti. Per la maggior parte dei freelance e delle agenzie medio-piccole, un singolo livello MCC è più che sufficiente.
Permessi e Accessi
Questa è la parte che preoccupa di più i clienti quando un consulente o un’agenzia chiede l’accesso tramite MCC. La domanda che sento spesso è: “Se ti collego al mio account tramite il tuo MCC, puoi vedere tutto?” La risposta è no.
Quando un account viene collegato a un MCC, il gestore dell’MCC ottiene accesso solo a quell’account specifico, con il livello di permessi concordato. Non può vedere automaticamente altri account che eventualmente hai, né accedere a informazioni che vanno oltre Google Ads (Analytics, Search Console, dati di fatturazione personali).
Il vantaggio reale della gestione tramite MCC, rispetto alla semplice aggiunta di un utente all’account, è che il consulente può operare senza dover usare le credenziali del cliente. Ogni accesso è tracciato, ogni operazione è attribuibile all’utente che la esegue. Per il cliente è più sicuro, per il consulente è più ordinato.
A chi serve l’MCC
Il caso d’uso principale è ovvio: agenzie e freelance che gestiscono account di più clienti. Se segui 5 clienti, hai 5 account distinti. Senza MCC, accedi a ciascuno separatamente. Con un MCC, entri in un solo posto e hai tutto davanti.
Meno ovvio ma ugualmente valido: imprenditori che gestiscono più attività proprie. Se hai un e-commerce e un’attività locale, o più negozi sotto lo stesso gruppo, ogni entità ha il suo account Google Ads separato, e per buone ragioni, perché budget, campagne e obiettivi sono diversi. L’MCC ti permette di monitorare tutto da una dashboard senza dover fare login multipli, e di confrontare in modo diretto cosa sta andando meglio tra le tue diverse attività.
Chi invece non ha bisogno dell’MCC è chi gestisce un solo account. Se hai un’unica attività, un unico account Google Ads e magari un consulente esterno che ci lavora, l’MCC è un livello di complessità non necessario.
Come creare un account MCC Google Ads
La creazione è semplice, ma c’è un prerequisito che quasi tutti ignorano finché non si trovano bloccati: l’indirizzo email che usi per creare l’MCC non deve essere già associato a un account Google Ads standard. Se provi a creare un MCC con un’email che ha già un account pubblicitario attivo, Google ti blocca. Usa un indirizzo email dedicato.
Una volta che hai l’email giusta, il processo è questo: vai su questo sito, clicca sul pulsante “Vai agli account amministratore”, dopodichè procedi alla creazione dell’account inserendo le informazioni richieste. A questo punto puoi collegare account esistenti semplicemente inviando una richiesta di collegamento attraverso l’ID a dieci cifre dell’account che vuoi aggiungere oppure puoi creare nuovi account “figli” direttamente dall’interno dell’MCC, già collegati fin dall’inizio.
Un dettaglio pratico che vale la pena conoscere: quando colleghi un account esistente tramite richiesta, il proprietario dell’account riceve una notifica e deve accettare. Non puoi aggiungere account di altri senza il loro consenso esplicito. Se invece stai creando account nuovi per i tuoi clienti, puoi farlo direttamente dall’MCC e il collegamento è automatico.
Domande Frequenti sull’MCC Google Ads
L’MCC Google Ads è gratuito?
Sì, creare e usare un account amministratore è gratuito. Non ci sono costi aggiuntivi legati all’MCC in sé. I costi pubblicitari restano a carico dei singoli account collegati, esattamente come prima.
Posso usare l’MCC per gestire account di clienti che non conosco personalmente?
No, nel senso che per collegare un account esistente serve sempre il consenso del proprietario, che deve accettare la richiesta di collegamento. Non puoi “entrare” in un account senza autorizzazione.
Se smetto di lavorare con un cliente, cosa succede all’account collegato al mio MCC?
L’account pubblicitario del cliente rimane suo. Basta scollegarlo dall’MCC, lo può fare lui dalle sue impostazioni oppure lo fai tu dal tuo MCC. Le campagne, la cronologia, le conversioni: tutto rimane nell’account del cliente.
Posso avere più MCC con la stessa email?
No, ogni email può essere associata a un solo MCC. Se gestisci più strutture organizzative separate, ti servono email diverse per ciascun MCC.
Conclusione
L’MCC Google Ads non è uno strumento per chi fa pubblicità: è uno strumento per chi gestisce la pubblicità di altri, o per chi ha più attività proprie da monitorare in modo centralizzato. Risolve un problema reale: la frammentazione della gestione multi-account.
Se gestisci un solo account, non ti serve. Se ne gestisci due o più, crearlo è la prima cosa sensata da fare. Non è complicato, non costa niente e non rompe niente di quello che hai già in piedi.
Se invece stai valutando di affidare la gestione delle tue campagne a un consulente e ti stai chiedendo come funzionano gli accessi, contattami: ti spiego esattamente cosa vedrò e cosa non vedrò, e ti do una valutazione gratuita delle tue campagne attuali.