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Bumper Ads: come funzionano gli annunci video di 6 secondi?

Cosa sono i bumper ads?

I bumper ads sono stati rilasciati per la prima volta nel 2016 riscuotendo un enorme successo nelle campagne ads video perché davano, e continuano a dare ogni giorno, un mezzo oltremodo valido e creativo per aumentare in maniera esponenziale la visibilità di quello che viene pubblicizzato.

L’unico limite di questo formato di annunci video risiede nella durata che questi possono avere, i bumper ads possono durare al massimo 6 secondi.

La durata ridotta pone gli inserzionisti unitamente a chi si occupa della creazione dei video-annunci di fronte al problema di creare un contenuto che abbia le informazioni più importanti e che attiri l’attenzione degli utenti in pochi secondi.

In questo “breve” articolo verranno quindi delineati alcuni punti cardine riguardanti i bumper ads come il loro utilizzo, il loro costo, i reali vantaggi e svantaggi che questo tipo di pubblicità sul web può offrire sul piano tecnico e pratico per un’azienda o un marchio.

I bumper ads sono un formato di annunci video di Google ads, la loro particolarità che li accomuna agli annunci Trueview non ignorabili è l’impossibilità di essere skippati dall’utente che vuole guardare il video.

La durata limitata di 6 secondi può essere un fondamentale punto di partenza per ottenere una consapevolezza dell’utente nell’apprezzamento del marchio all’interno di una strategia ben definita.Google per prima ha puntato parecchio sulla diffusione di questa tipologia di annunci combinandoli con gli annunci TrueView che ne aumentano considerevolmente l’efficacia.

In seconda battuta gli annunci bumper possono essere accostati ai normali Google Ads in una campagna pubblicitaria.

Per le statistiche che riguardano questa tipologia di annunci bisogna riconoscere senza ombra di dubbio che i bumper ads hanno in qualche modo rivoluzionato il mondo dell’advertising in quanto condensano in un brevissimo lasso di tempo tutte le informazioni che servono al cliente per decidere se interessarsi o meno al marchio pubblicizzato, quei 6 secondi devono rappresentare quindi il meglio che si ha da offrire.

Costi e risultati degli Annunci Bumper Ads

Quanto costano i Bumper Ads?

Prima e dopo la realizzazione di una campagna pubblicitaria, uno degli aspetti più importanti è il costo di questa in relazione ai risultati ottenuti. Gli annunci bumper vengono venduti sulla base del cosiddetto Costo per Mille Impressioni o CPM, nella pratica quindi si addebita un costo per impressione, ogni 1000 impressioni registrate da Google infatti si attiverà il contatore del costo.

Ovviamente il costo degli annunci video bumper dipende dai segmenti di pubblico selezionati e tutti gli altri fattori di targetizzazione, oltre ovviamente al livello di competitività del mercato.  L’autorità del brand o del marchio influisce molto sulla redditività di una campagna bumper ads e sopratutto sul rapporto investimenti/benefici della stessa.

Youtube ads offre la possibilità di impostare un budget quotidiano che segua un CPM massimo, in questo modo si è al sicuro che i propri investimenti relativi alla campagna pubblicitaria diano i frutti attesi senza spendere oltre quanto possibile.

I bumper ads funzionano?

Nell’analisi dei costi ogni azienda vuole sapere se una campagna di bumper ads possa dare i risultati sperati, cioè se questo tipo di pubblicità sia efficiente e non solo efficace. In un settore che sposta diversi miliardi di dollari ogni anno nel mondo, tutto quello che interessa gli inserzionisti è scoprire l’efficienza dei bumper ads.

Big G nel 2017 ha rilasciato uno studio in merito condotto su un campione di 122 campagne pubblicitarie che hanno adottato come strumento principale quello degli annunci bumper nei video su YouTube.

Da questa interessante analisi si è potuto analizzare il funzionamento di questo meccanismo con una particolare relazione positiva in merito alla consapevolezza della clientela sull’esistenza, sulla bontà e sulle performance percepite del marchio in questione. In altre parole le aziende che, in questo studio, hanno utilizzato i bumper ads per un periodo di tempo prolungato hanno accresciuto la consapevolezza del proprio marchio agli occhi del cliente del 9%.

Questo dato, rassicura Google, è quanto mai soddisfacente, un mini video di 6 secondi è capace di influire sul trend della consapevolezza del cliente in maniera significativa, l’aumento appena citato è stato acquisito dal 70% dei soggetti oggetto dello studio.

Il secondo dato che lo studio effettuato da Google mette in risalto riguarda l’efficacia dell’annuncio, 9 aziende su 10 hanno registrato un aumento del 30% sul richiamo dell’annuncio, questa misura è utilizzata per decifrare quanto un’annuncio sia stato percepito dal cliente. Attraverso un’intervista fatta in seguito alla visione di un contenuto come i bumper ads il campione in esame ha risposto positivamente a domande relative l’annuncio stesso.

Questo dato si è inequivocabilmente affiancato ad un aumento delle vendite nello stesso settore.

L’aumento della consapevolezza può quindi godere di affidabilità per i marchi e le aziende in quanto si dimostra come segnale premonitore di un trend in aumento nel settore delle vendite relativo.

In altre parole i bumper ads hanno dimostrato come un video di 6 secondi possa spostare grosse fette di mercato, influenzare l’immagine del marchio agli occhi dell’utenza e di come, se sfruttati a dovere, possano aumentare il settore delle vendite di un intero mercato.

Il risultato che Google ha dimostrato è frutto di considerazioni fatte in merito ad una spiegazione più logica e meno statistica.

Il video ha dimostrato negli ultimi periodi la sua efficacia per effettuare qualsiasi operazione di marketing inclusa la pubblicità. Un dato però caratterizza la sua efficacia e cioè l’attenzione del pubblico, questo dato nel tempo è calato drasticamente il che mette in relazione opposta lunghezza del video e attenzione. Da questa semplice proporzione si scopre che le probabilità che l’attenzione cali sono inversamente proporzionali alla lunghezza del video.

Un video di 6 secondi quindi è l’ideale per catturare l’attenzione del pubblico senza annoiare evitando che l’attenzione cali.

I vantaggi degli annunci bumper

Puntare su una campagna fatta di bumper ads significa puntare su un contenuto che in questo momento storico è il migliore. Pensa che ogni giorno nel mondo vengono visualizzate quasi un miliardo di ore di video su YouTube.

YouTube ha presentato i bumper ads come un prodotto completamente innovativo e differente in un mondo invaso dalle pubblicità, ed effettivamente è così. Un annuncio di 6 secondi che non può essere eluso per pubblicizzare un contenuto che ha maggiori possibilità di rimanere impresso nella mente perché si presenta come un concentrato di informazioni utili.

I vantaggi dei bumper ads sono quindi da riferirsi ad una più ampia ed efficiente copertura pubblicitaria..

Google presenta uno studio in merito a quanto appena affermato che con prova statistica presenta un reale guadagno da indirizzare ai bumper ads. Un esperimento condotto da Big G unitamente a Eye Square ha dimostrato come 4 annunci TrueView a pagamento abbiano riscosso un aumento significativo se abbinati ad un bumper ads.

I vantaggi dimostrati statisticamente quindi sono un’immagine matematica che la realtà ha già da tempo confermato attraverso le stime e i numeri relativi agli investimenti dei grandi colossi in questo senso.

Consigli per una campagna con annunci bumper

I consigli in merito alla struttura e alla programmazione di un annuncio di questo tipo sono basati sui famigerati 6 secondi.

Questo limite impone all’inserzionista la capacità di condensare le migliori informazioni e di combinarle con fattori altrettanto importanti che riguardano il modo di relazionarsi al cliente e gli strumenti utilizzati per farlo, esistono numerose possibilità riguardanti il  tono utilizzato o le espressioni (slogan) che potrebbero servire per “stampare” il marchio nella mente del pubblico.

Quanto appena detto non deve spingere a gremire quei 6 secondi di tutte le informazioni possibili, in questo modo si complicano le probabilità che almeno un’informazione resti nella mente di chi guarda l’annuncio.

Meglio rimanere semplici esprimendo poche informazioni ma d’effetto.

Il testo

Molti studi affermano infatti come il testo, su un annuncio video con voce narrante, sia di scarsa importanza rispetto alle caratteristiche visive del contenuto. Tuttavia, nell’ipotesi che tu voglia utilizzare delle parole, il consiglio è di farlo attraverso riferimenti visivi che possano essere assorbiti dall’attenzione del cliente in modo più efficace. Utilizza font e colori particolari, d’impatto.

Un dettaglio riscontrabile negli annunci dei colossi riguarda infatti piccole espressioni, dense di significato che si riferiscano più ad un hashtag da ricordare che a lunghe frasi.

Il video

Si ritorna a parlare dei 6 secondi anche nell’analisi della struttura del video, un video di questa lunghezza può e deve fare a meno di tutte le componenti che siamo abituati a impostare nel classico video pubblicitario da 30 secondi, la storia del marchio, le informazioni tecniche del prodotto e i classici slogan risulterebbero inutili e poco efficienti. Qui la dimensione è 5 volte inferiore e questo impone di focalizzarsi sul prodotto, meglio quindi puntare sul prodotto come unica figura e assicurarsi di valorizzarlo al meglio.

Contro quanto si possa immaginare, sei secondi possono essere sfruttati molto bene anche in relazione alla scia mediatica generata.

Uno dei primi segreti che molti utilizzano è sfruttare bumper ads come teaser di un video più ampio da caricare sul proprio sito. Si prende quindi spunto dal mondo del cinema che utilizza i suoi trailer che acquisiscono seguito man mano che il film stesso genera un’attesa crescente.

Il bumper ads può quindi generare attesa per un’uscita imminente di un prodotto, sotto questo punto di vista sei secondi possono essere usati per una duplice funzione, pubblicizzare il prodotto e annunciarne l’uscita.

In secondo luogo i bumper ads sono utilizzati per ampliare una campagna più estesa consolidando il marchio che l’utente percepisce come di maggior pregio perché presente anche su YouTube.

Un errore da non commettere quando si Progetta un bumper ads è quello di realizzare un contenuto più ampio per poi ridimensionarlo. Il rischio è quello di creare un contenuto che non sia coerente e non catturi l’attenzione, meglio porsi il limite di tempo dall’inizio per strutturare meglio suoni, immagini e contenuti in generale.

Strategia pubblicitaria con i bumper ads

Come sfruttare i bumper ads?

Si rende quanto mai utile quindi la definizione di una strategia che possa effettivamente rendere utile un video di pochi secondi.

La strategia deve in ogni modo avere effetto sulla struttura dell’annuncio, in questo caso la stessa YouTube ha cercato di aiutare i suoi inserzionisti con un Playbook utilizzato per la creazione di contenuti. Nelle linee guida per Great Creative la piattaforma offre 4 consigli basilari che però si rivelano molto efficaci per creare il proprio bumper ads.

Questi consigli mettono le basi di una versa strategia denominata strategia ABCD: Attract, Brand, Connect, Direct.

A – Attract

Il primo punto invita chi sta creando l’annuncio a pensare un modo efficace per attrarre l’attenzione dell’utente, molti strumenti hanno dimostrato la loro efficacia come l’umorismo e suoni familiari o di successo.

B – Brand

Ora che si è catturata l’attenzione del cliente si può passare alla presentazione del marchio o del brand, meglio inserire il logo all’interno di un contesto più ampio come l’offerta di prodotti o servizi ad esso connessi, questo amplierà l’ecosistema del prodotto rendendolo maggiormente compatibile con le probabili esigenze dell’utente che se non attratto dal prodotto può esserlo da un accessorio e sulla scia di questo interessarsi ad entrambi.

C – Connect

Punta alla creazione di una certa fidelizzazione del cliente, attraverso l’instaurazione di una connessione emotiva generata dal tono dell’annuncio. L’umorismo o la suspense che verranno utilizzati all’interno del video quindi rivestono un ruolo nevralgico che può creare importanti connessioni e interazioni tra utente e inserzionista.

D – Direct

L’ultima fase si basa sul corretto approccio di un bumper ads: l’essere diretto. Chi crea il contenuto non deve focalizzarsi in maniera assoluta sul prodotto o sulla pubblicità dello stesso. C’è uno scopo più importante della stessa, forse inerme, pubblicità: l’azione. Un annuncio pubblicitario deve spingere l’utente all’azione.

È l’azione infatti a canonizzare tutto il lavoro, una ricerca del marchio o un acquisto sono le azioni che vengono generate da un buon bumper ads, bisogna quindi inserire nel contenuto un dettaglio che inviti l’utente a svolgere un’azione desiderata che può coinvolgerlo anche senza l’obbligo di un acquisto come può essere un concorso a premi.

La strategia ABCD di YouTube è il risultato di un insieme di dati provenienti dall’analisi di oltre 6000 annunci che sono stati analizzati nel loro trend di riferimento. Con questa strategia quindi si può creare un contenuto di sei secondi capace di attrarre l’attenzione, presentare il prodotto, generare una connessione tra utente e prodotto e spingere l’utente ad un’azione che possa coinvolgerlo.

I dati statistici incoraggiano con continui studi aggiornati sull’utilizzo dei bumper ads come valido strumento per la propria campagna pubblicitaria, il tempo quindi che separa molte aziende dalla capitalizzazione dei loro investimenti è di soli 6 secondi: meglio sfruttarli al massimo.

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